San Giovenale

logo san giovenaleLa Contrada San Giovenale prende il nome dal Vescovo di Narni assai venerato nella nostra città. Belisario, liberata Orte dai Goti, fece edificare in suo onore, nel 549, una chiesa ed un convento. Posizionata al centra del tessuto urbanistico, la Contrada ha espresso, sin dal Medioevo, la più grossa fetta dell’aristocrazia locale.
Si è sempre distinta come la parte della Città in cui sorgevano i principali edifici pubblici e privati e quindi ove l’attività cittadina era più intensa. Le famiglie chi vi abitavano costituivano l’elemento fondamentale della intera Città per la posizione economica, sociale, culturale e politica che rivestivano. A San Giovenale risiedevano, nel Palazzo del Comune, le Magistrature e cioè: il Podestà, i Priori il Gonfaloniere, il Cancelliere, il Camerario Generale.
La famiglia dei Roberteschi era tra le più importanti nella storia ortana. Documentata dal XII° al XVII° secolo, ha rappresentato il principale riferimento ortano degli Orsini e della parte Guelfa. Ha avuto, tra i suoi esponenti, uomini d’arme, di chiesa, ed accorti politici. Lo stemma è quello di cui oggi si fregia la Contrada. Nel tardo Medioevo abitavano il palazzo nell’antica via della Piazza (oggi via Vittorio Emanuele), fatto costruire all’inizio del XV° secolo da Roberto, fratello del Vescovo Nicola, uomo molto potente, non solo a livello locale, e vice legato del Cardinale Albornoz.

Anche gli Alberti avevano una delle loro magnifiche residenze in contrada San Giovenale. Il palazzo edificato da Eustachio, nella seconda metà del XVI° secolo, fa bella mostra di se nella antica via del Peso, oggi via Giobberti. Mercanti, banchieri, militari e facenti parte della Magistratura comunale, erano una delle famiglie più influenti della Città.
Tra gli uomini più illustri della Contrada si ricorda Antonio Deci letterato e poeta tragico di fama, giurista ed amministratore di varie città italiane, Governatore di Matelica, Visso, San Severino e Capitano di Todi. La famiglia Deci abitava il Palazzo fatto edificare da Cupido, nella seconda metà del 500, poi passato ai conti Celiani, nell'antica via del serraglio (oggi via del Plebiscito).
Tra i nobili personaggi della famiglia Roscio, Ulisse aveva il suo palazzo nell'antica via di Sant’Agostino (oggi via Piè di Marmo) il Conte Pietro Paolo in Piazza della Libertà, e Orazio abitava all’angolo tra Piazza del Serraglio oggi del Plebiscito e via di San Silvestro, oggi via Matteotti.

san giovenale - foto giardiniI Nuzzi poi avevano diversi palazzi nella Contrada, il più importante in via di San Silvestro adiacente al Palazzo Comunale prima che il Cardinale Ferdinando, altro illustre personaggio della Contrada, costruisse l’attuale magnifico palazzo oggi sede municipale.
Altra famiglia di rilievo è quella dei Sanarotti. Rutilio, facoltoso commerciante di stoffe e benefattore, fu priore di Orte. Aveva il Palazzo nell’antica via di San Silvestro. (via Matteotti)
A conferma della centralità della Contrada, va ricordato che tutte le istituzioni pubbliche avevano sede in San Giovenale, come, oltre al Comune, il Monte dei Pegni, il Monte Frumentario, l’Ospedale di Santa Croce, il Seminario, il Monastero delle Monache Benedettine.