San Biagio

La contrada di San Biagio appare al'occhio del visitatore come tipica espressione del quartiere medievale,con le sue stradine strette ed in pendio,le finestre che si affacciano non tanto sulle strade sottostanti,quanto piuttosto sulle finestre di fronte ,quasi a continuare un colloquio che dura da secoli. Le case ricoperte ovunque da una patina di antichità spesso collegate e sostenute tra loro da archi e archetti; essa si estende ai due lati della via che dalla "costarella" sale verso Pietralata, sbocca sulla Piazza di Santa Maria e scende,sulla destra di via Matteotti, fino a Piazza Colonna; il suo centro ideale, attorno al quale tutta si raccoglie, è la chiesa che gli ortani di allora consacrarono al Santo da cui essa prende il nome. testo tratto dal libro di Don Delfo Gioacchini “Le Confraternite nella comunità ortana tra impegno civile e culturale e vita religiosa” del 1992

L’antichità della chiesa di San Biagio è attestata dall'iscrizione ancora ben leggibile della campana maggiore, firmata da Lotterio Pisano e datata 1253. Nel 1352 la chiesa e le case circostanti vennero affidate in commenda all'ordine ospedaliero di Santo Spirito in Saxia che vi impiantò una precettoria per addestrare i giovani alle funzionalità ospedaliere; nel 1613 l’ospedale chiuse la precettoria ed affidò la chiesa con i suoi beni alla Congregazione dell’Annunziata con la condizione di porre sulla porta d’ingresso la doppia croce di Lorena. Nel 1754 a seguito di un terribile incendio la chiesa romanica fu quasi completamente distrutta e ricostruita nelle attuali forme classicheggianti.

Appartiene alla Contrada San Biagio la chiesa di San Silvestro, oggi sede del Museo Diocesano, risalente al 1141 al tempo di Innocenzo II. Le strutture originarie snaturate nel secolo XVI, sono state riportate attualmente all'antico splendore, fatta eccezione per il porticato, dell’arco del quale è stata ricavata la piazzetta antistante, con la colonna tratta dall'antica cattedrale romanica, fattavi innalzare nel 1718, a spese del Cardinale Nuzzi. Appartenevano alla Contrada alcune famiglie facoltose che hanno lasciato importanti palazzi: i Nerei-Roberti in piazza Santa Maria sopra gli antichi portici, i Sordolini, il cui palazzo -1517- si affaccia ad angolo sulla piazza, gli Sparta In Piazza D’ Erbe, i Cardarelli mercanti di lana in piazza Colonna nella cui casa il 29 giugno 1476 fu ospitato il Papa Sisto IV.

Lo stemma della Contrada è quello dei Sordolini. I colori araldici sono il verde e il ciclamino.