Porcini

Contrada PorciniLa Contrada Porcini si estende entro un rettangolo posto al centro della zona cittadina volta verso il Tevere.
L'origine del suo nome non è certa, ma l'ipotesi più accreditata è quella, secondo cui, derivi da un rilievo scolpito sulla facciata di un palazzo in essa ubicato, che sembra raffigurare il muso di un maiale, ossia di un "porcinus".
Lo stemma di contrada che raffigura due leoni rampanti è stato ripreso dall'emblema posto sul portale di un elegante palazzo, infatti, non esistendo nessuna araldica riguardante gli stemmi delle sette contrade, per la loro realizzazione sono state utilizzate le raffigurazioni più interessanti e caratteristiche che si trovano sui portoni degli edifici cittadini; i suoi colori araldici sono il bianco ed il viola.

contrada porcini

La contrada comprende alcuni edifici di grande prestigio storico.
Ad esempio la casa di Proba Falconia, poetessa romana del IV sec., nonché istitutrice di due imperatori: Arcadio ed Onorio; il palazzo Vescovile; il palazzo di Giulio Roscio, personaggio di gran rilievo nella vita culturale della città, che da piazza Fratini, confinando con il Vescovado, si estende fino a via Cavour, dove vi era l'ingresso principale costituito da un elegante portale sormontato dallo stemma con i leoni rampanti, che come precedentemente detto, diverrà poi insegna di contrada; il palazzo del senatore Angelo Manni (di fronte all'ospedale).

 

Un cenno particolare meritano il vicolo chiuso della Suburra, anticamente riservato, insieme al vicolo del Ghetto (oggi via Poerio), all'abitazione degli ebrei ed il caratteristico Vicolo de Baciafemmine, dove, come Don Cipriano Sonaglia, in un suo componimento scherzosamente ci ricorda, "gli ortani si appartavano per salvare l'onore", che da via Cavour ci conduce alla piazzetta delle ex carceri.

Un'ulteriore menzione meritano le "Colombaie rupestri", ambienti destinati, anticamente, all'allevamento dei piccioni, ubicate verso il costone settentrionale della rupe che si affaccia sul Tevere.